Europa, Cnapa e vino. L’interrogazione del deputato Fiorio

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Nei giorni scorsi abbiamo voluto dare spazio sul nostro blog alle preoccupazioni e all’allarme lanciato da Agrinsieme, che riunisce le aziende e le cooperative di Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative italiane, e dalla Federazione Italiana Vignaioli indipendenti riguardo il documento del Comitato per le politiche nazionale in materia di alcol (Cnapa) discusso in una riunione informale dei ministri della salute degli stati membri dell’UE lo scorso 20 e 21 aprile.
Un documento che secondo le rappresentanze di categoria rischia di penalizzare in modo ingiustificato il settore del vino, colpendo uno dei prodotti italiani più importanti per l’economia del paese, sia in termini di qualità che di competitività nel mercato estero.
Ritenendo condivisibile la posizione assunta da Agrinsieme e FIVI abbiamo deciso di continuare ad aggiornarvi su questa questione, oggi quindi pubblichiamo il testo dell’interrogazione presentata lo scorso 28 aprile dal deputato Massimo Fiorio in Commissione Agricoltura.
Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . – Per sapere -
premesso che:

nonostante l’Unione europea disponga che siano le singole nazioni a definire le loro politiche nazionali in materia di alcol, la Commissione dell’Unione europee ha istituito il Comitato per le politiche e le azioni nazionali in materia di alcol (Cnapa), nel novembre 2007, per incoraggiare la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati membri e le istituzioni comunitarie;

si è svolto a Riga in Lettonia il 20 ed il 21 aprile scorso il Consiglio informale dei Ministri della salute dell’Unione europea. Una apposita sessione è stata dedicata alla discussione degli sviluppi della politica comunitaria sull’abuso di alcol, considerato il terzo maggiore fattore di rischio di mortalità in Europa;

nel corso dell’incontro di Riga è stato discusso il documento del Cnapa che individua alcune linee strategiche sulle bevande alcoliche; tale documento prevede in sintesi anche misure restrittive sulla vendita intracomunitaria del vino, imposizione di un prezzo minimo del prodotto e la riduzione del contenuto di alcol nelle bevande;

alcune associazioni di categoria, pur condividendo la necessità di promuovere azioni mirate per contrastare l’alcolismo, hanno sollevato forti perplessità sul documento del Cnapa. Tra le critiche al testo:

a) le proposte del Cnapa non tengono conto delle attuali politiche di contrasto all’abuso di alcol, portate avanti dai singoli Stati, e che stanno dando risultati significativi;
b) le proposte del Cnapa sono incompatibili con la legislazione europea, le, indicazioni della Pac e con i regolamenti dell’Ocm (Organizzazione comune di mercato);
c) le proposte Cnapa non riconoscono il prodotto vitivinicolo come risorsa indifferibile di economia, occupazione, tradizione e qualità, le cui caratteristiche organolettiche sono soggette ai differenti disciplinari di appartenenza e quindi non soggette ad imposizioni universali;
d) le proposte Cnapa non prendono in considerazione che le misure comunitarie di sostegno al settore sono tese a rafforzare la filiera europea e non possono quindi essere considerati strumenti per ridurre gli abusi nel consumo di alcool;
e) le proposte Cnapa minano i fondamentali obiettivi dei trattati europei tesi a incrementare il mercato interno del vino;

va poi aggiunto, in questo contesto, che numerosi studi scientifici hanno da sempre ribadito la funzione terapeutica del vino (tra cui antiossidante, antinfiammatorio e regolatore della pressione arteriosa), qualora venga assunto in determinate quantità;

risulta quindi evidente che non sia il vino ad indurre l’abuso di alcolismo ma le cattive pratiche sulla errata fruizione delle bevande alcoliche;

il vino, come accennato, rappresenta un mercato italiano e comunitario di notevole valore in termini economici ed occupazionali; un settore che non è uscito indenne dalla recessione: soltanto nel nostro paese il consumo, secondo recenti indagini, ha toccato il minimo storico dall’Unità d’Italia, registrando un calo del 19 per cento dall’inizio della crisi del 2008 ad oggi –:

cosa sia emerso dalla riunione citata in premessa che si è svolta a Riga rispetto agli indirizzi comunitari sulle politiche di contrasto all’abuso di alcol;

quale sia stato il giudizio del consiglio informale dei Ministri della salute dell’Unione europea rispetto ai contenuti del suddetto documento del Cnapa;

se i ministri interrogati non ritengano conseguentemente necessario prendere posizioni ufficiali rispetto ai contenuti del suddetto documento del Cnapa per ribadire la necessità di attuare politiche efficaci di contrasto all’abuso di alcol che non penalizzino l’intero comparto, non restringano le norme comunitarie sull’attuale mercato del vino e che non limitino la sovranità nazionale su tale questione.

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