Il vino fa bene alla salute? Un libro ci spiega il perché.

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La cornice era quella della sede storica dell’Istituto Luigi Sturzo a Roma, l’occasione la presentazione del libro “Vivere Frizzante” scritto dalla giornalista scientifica Emanuela Medi ed edito dalla Diabasis. Il tema alla base del confronto il vino, la cultura e la salute.
Su questo spartito si sono alternati personalità del mondo del vino e della scienza. Ad aprire le danze l’intervento del Presidente della Fondazione Italiana Sommelier Franco Maria Ricci che ha posto l’accento sulla necessità di uno sviluppo della cultura del vino perché “esso è arte e cultura del nostro paese” a seguire poi una riflessione condivisibile, in un momento in cui l’Unione Europea si confronta sui danni dell’alcolismo, “se conosci il vino sai quando devi smettere, gli eccessi in questo settore sono proprio figli dell’incultura”.

Dalla bevanda degli dei alla salute, un filo rosso insolito che è alla base del saggio di Emanuela Medi e che viene annodato durante l’intervento del professor Carruba “il vino è uno degli alimenti principali della dieta mediterranea, siamo fatti di quello che mangiamo, ed è stato scientificamente dimostrato che può fare bene alla salute, la distinzione tra benessere e danno sta nella dose, una giusta quantità di vino può fare bene”

“Ho sempre apprezzato il mondo del vino per la professionalità, la passione e l’impegno di chi ci lavora e ho deciso di andare a cercare la spiegazione scientifica del perché il vino fa bene – ha affermato Emanuela Medi nel suo intervento di chiusura – un bicchiere di vino al giorno per la donne e due bicchieri per l’uomo possono essere un ulteriore elemento di protezione da alcune malattie, da quelle cardiovascolari passando per il rischio di ictus ischemico fino ad arrivare al diabete”

Un libro che consigliamo di leggere non solo perché allevia qualche senso di colpa ma anche perché ci aiuta a capire che la demonizzazione dell’alimento vino è sbagliata e che è necessario fare cultura per educare al bere e per combattere gli eccessi.

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