In Commissione Agricoltura della Camera il testo unico del vino

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Una disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino è questo l’obiettivo che si pone il disegno di legge a firma Sani ed altri in discussione alla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. Un vero e proprio testo unico del vino che punta ad unificare, razionalizzare e adeguare la legislazione italiana alla normativa europea.

Il provvedimento, come evidenziato nella relazione illustrativa allegata, è il risultato del lavoro di varie organizzazioni del settore che sulla base della legge 82/2006 e dei decreti legislativi 61/2010 e 260/2000 hanno elaborato una normativa per l’ambito viti-vinicolo tesa ad unificare e a semplificare.

La proposta di legge è composta da settantacinque articoli suddivisi in otto titoli.

Oggi, in attesa delle modifiche che potranno avvenire in fase di discussione, esaminiamo il primo titolo.

Nel primo titolo si affronta la questione delle definizioni, mantenendo per i prodotti vinicoli italiani le menzioni tradizionali di DOC, DOCG e IGT, inserite nel contesto europeo delle DOP (zona viticola particolarmente vocata che dà vita a prodotto di qualità e rinomato) per quel che riguarda le prime due denominazioni e dell’IGP (nome geografico di una zona utilizzato per identificare prodotto che ne deriva e ne possiede qualità), per quel che concerne l’ultima. Tali denominazioni potranno essere inserite da sole in etichetta o insieme ai riferimenti Ue.

Le zone di produzione delle DO potranno comprendere oltre al territorio specifico anche zone adiacenti o vicine qualora siano presenti analoghe condizioni ambientali, gli stessi vitigni e il vino venga prodotto con le medesime tecniche dando vita ad una produzione di eguale caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche. Nel caso delle denominazioni di origine si potranno però prevedere al loro interno sottozone delimitate caratterizzate da peculiarità ambientali o tradizionalmente note, mediante l’indicazione di uno specifico nome geografico o amministrativo. Sarà inoltre consentito il riferimento ad unità geografiche aggiuntive, più piccole sia della zona di produzione che delle sottozone, tali aree potranno corrispondere a comuni o frazioni o ad aree geograficamente definite. La gestione di tali liste potrà essere delegata ai consorzi di tutela riconosciuti.

Nell’ambito di un stesso territorio vinicolo potranno coesistere denominazioni di origine e indicazioni geografiche. Il riconoscimento di una DOCG o di una DOC escluderà la possibilità di impiegare il nome della denominazione stessa come IGT e viceversa a meno che i nomi delle DO e delle IG siano parzialmente corrispondenti.

L’articolo 6 affronta inoltre la questione delle specificazioni e delle varie indicazioni presenti in etichetta. Permane la specificazione di “classico” per i vini non spumanti DO, la specificazione “storico” per i vini spumanti sarà riservata ai vini della zona di origine più antica. La menzione “riserva” riguarderà i vini DO sottoposti ad un periodo di invecchiamento, compreso eventuale affinamento, non inferiore ai due anni per i rossi, ad un anno per i bianchi, ad un anno per i vini spumanti, ottenuti con metodo Charmat, e a tre anni per i vini spumanti ottenuti con processo di rifermentazione in bottiglia.

Per quel che riguarda infine la menzione di superiore sarà attribuita a vini DOC e DOCG aventi caratteristiche qualitative elevate con una resa per ettaro inferiore di almeno il 10%, con un titolo alcolometrico superiore minimo di almeno 0,5% vol. La menzione superiore, infine, non potrà essere applicata né ai vini novelli né a quelli riserva.

I vini DO e IG potranno utilizzare in etichettatura i nomi dei vitigni, loro sinonimi o menzioni tradizionali, e riferimenti alle tecniche di vinificazione. L’obbligo di indicazione dell’annata di produzione dell’uve riguarderà i vini DO esclusi i vini liquorosi, gli spumanti e i vini frizzanti.

Un articolo quindi che punta a fare chiarezza mantenendo e valorizzando le specificità italiane, nei prossimi giorni esamineremo insieme il resto del provvedimento e vi terremo aggiornati sul’iter del progetto di legge.

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