UE. L’appello delle associazioni, bene contrasto all’abuso di alcol ma norme in discussione smisurate

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Agrinsieme, coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative italiane ha inviato una lettera al Ministro della Saluta Beatrice Lorenzin in merito all’incontro informale di Riga previsto per oggi (ndr martedì 21 aprile 2015) avente ad oggetto le azioni future dell’Unione europea sul contrasto all’abuso di alcolici con in discussione il documento redatto dal Comitato per le politiche e le strategie sugli alcolici (Cnapa).

Nei giorni scorsi anche la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti aveva lanciato il suo allarme e con una lettera indirizzata al Ministro Lorenzin la Presidente Matilde Poggi aveva espresso preoccupazione per il documento proposto dal Cnapa affermando “L’attuale politica sugli alcolici di sostenere gli stati membri nella lotta all’alcolismo ha portato a risultati significativi e dovrebbe continuare con le medesime priorità, aree di azioni e strumenti, e non pretendere di cambiare le politiche in corso senza una considerazione sull’effettivo miglioramento che le nuove politiche potrebbero portare” aggiungendo inoltre “non si può chiedere di ridurre il contenuto in alcol delle bevande, quindi anche del vino, ignorando o non tenendo conto del fatto che quest’ultimo è un prodotto agricolo soggetto a legislazioni specifiche che, a seconda del disciplinare di riferimento, includono il requisito di contenuto minimo di alcol”.

Questo il testo della lettera di Agrinsieme:

“Siamo fermamente convinti che il modello di consumo e la tipologia di prodotto debbano essere presi in considerazione nelle valutazioni della politica – si legge nella lettera del coordinamento inviata al ministro Lorenzin -. Il consumo moderato di vino non può essere equiparato all’abuso di superalcolici”.

Agrinsieme ritiene che la strategia europea per l’alcol attualmente in vigore sia valida e che debba continuare con le stesse priorità individuate. “Alcuni miglioramenti possono essere senz’altro proposti – afferma – senza necessariamente reimpostare una politica completamente nuova”. Contrastare l’abuso di alcol deve rimanere l’obiettivo principale della politica europea, ma gli strumenti proposti appaiono alle organizzazioni di Agrinsieme sproporzionati, in quanto ostacolano in generale il consumo di alcol senza norme specifiche per l’abuso.

Come, ad esempio, l’obbligo di riportare nell’etichetta dei prodotti alcolici le indicazioni nutrizionali, che non avrebbe alcuna influenza sul comportamento di consumo di alcol. O come le restrizioni delle vendite transfrontaliere e l’individuazione di un prezzo minimo di acquisto per i prodotti alcolici, che sono incompatibili con il diritto comunitario. O come ancora il suggerimento di ridurre il contenuto in alcol delle bevande, che non tiene conto della natura agricola del vino e delle specifiche normative che definiscono le diverse categorie. Infine – fa notare Agrinsieme – le misure di sostegno attualmente previste per il settore vitivinicolo e anche quelle orizzontali per la promozione, sono finalizzate al rafforzamento del comparto nel suo complesso e non possono essere utilizzate per ridurre l’abuso di alcol.

Qui trovate infine il documento prodotto dal Cnapa ,nelle prossime ore vi aggiorneremo sugli sviluppi della discussione.

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