Stabilimenti enologici e lavorazioni, esame del terzo titolo del testo unico del vino

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Prosegue da parte della redazione di Newsroom ComunicareVino l’analisi del disegno di legge 2236 in discussione alla Camera dei Deputati che punta alla creazione di una sorta di testo unico del vino. Dopo aver approfondito le denominazioni (Doc, Docg, Igt), la definizione vitigno autoctono italiano e lo schedario vitivinicolo europeo affrontiamo oggi il titolo III del provvedimento riguardante gli stabilimenti enologici, i termini per la raccolta e la fermentazione e rifermentazioni dei vini e l’elaborazione dei vini frizzanti.

Il legislatore valutando adeguate le norme sulla produzione dei mosti e dei vini contenute nella  legge 82 del 2006 ha ritenuto opportuno intervenire semplicemente aggiornando tali disposizioni e chiarendone in alcuni casi il significato.

L’articolo 13 interviene a normare la questione degli stabilimenti enologici o cantine comprendendo i luoghi preposti alla produzione e detenzione non solo del vino ma anche degli aromatizzati (vini, bevande a base di vino e cocktail a base di prodotti vitivinicoli) ad eccezione delle strutture nelle quali questi prodotti sono detenuti per essere utilizzati come ingredienti nell’elaborazione di altri articoli alimentari. Viene inoltre rintrodotta l’esenzione dalla presentazione della planimetria da parte dei titolari di cantine di capacità inferiore ai 100 ettolitri. In caso di realtà produttrici più grandi la presentazione, all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, della planimetria dei locali dello stabilimento, mediante lettera raccomandata o PEC, dovrà contenere la specificità per ogni recipiente con indicazione del numero identificativo e della capacità di contenimento.  Sostanziali variazioni o modifiche dovranno poi essere comunicate agli uffici periferici dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agro-alimentari (ICQRF).

Sarà consentito raccogliere uva ed effettuare le fermentazioni  e le rifermentazioni dei prodotti vinicoli dal 1° agosto al 31 dicembre, a meno di specifici provvedimenti da parte delle regioni e delle provincie autonome, che annualmente procederanno ad autorizzare l’aumento del titolo volumetrico naturale delle uve fresche, del mosto di uve, del mosto parzialmente fermentato, del vino nuovo e del vino destinato a produzioni DOP e IGP nonché le partite per l’elaborazione dei vini spumanti. Per le fermentazioni fuori del periodo previsto queste dovranno essere immediatamente comunicati all’ICQRF tranne che per le fermentazioni o rifermentazioni per quelle spontanee nei vini imbottigliati e per quelle in bottiglia o in autoclave, per la preparazione di vini spumanti, frizzanti, dei mosti parzialmente fermentati in versione frizzante e dei vini con la menzione tradizionale vivace.

La detenzione di vinacce negli stabilimenti enologici sarà vietata a decorrere del trentesimo giorno della fine del periodo di raccolta delle uve e di fermentazione dei prodotti.

All’interno del provvedimento in esame alla Commissione Agricoltura, e ricordiamo quindi soggetto a possibili modificazioni, vengono inserite delle precisazioni in merito le lavorazioni che contemplano l’utilizzo di prodotti altrimenti vietati (saccarosio, aromi, alcol eccetera) , infatti, per quel che concerne l’elaborazione dei vini spumanti l’obbligo dell’invio della dichiarazione si applicherà solo in caso di utilizzo del saccarosio. Inoltre per le strutture ricettive e di ristorazione e per i laboratori di produzione di prodotti alimentari annessi alle cantine sarà possibile detenere le sostanze vietate dall’articolo 16 del provvedimenti.

L’articolo 21 del disegno di legge punta a normare l’elaborazione dei vini frizzanti definendo le modalità di realizzazione. La costituzione della partita sarà disciplinata dalle disposizioni EU e per i vini DOP e IGP nel rispetto dei disciplinari di produzione. La presa della spuma potrà avvenire in bottiglia o in recipienti chiusi resistenti a pressione e per la presa della spuma potranno essere utilizzati unicamente, anche in miscela tra loro: il mosto d’uva, il mosto d’uva parzialmente fermentato, il vino nuovo ancora in fermentazione, il mosto concentrato e il mosto concentrato rettificato, l’aggiunta di questi ultimi due non sarà considerata come dolcificazione o arricchimento, ma non dovrà aumentare il titolo alcolometrico volumico totale originario della partita di più dello 0.9%vol. Per quel che concerne la dolcificazione del vino frizzante e del vino frizzante gassificato la norma rimanda alla normativa Ue e a disciplinari di produzione IGP e DOP. Infine la dicitura “rifermentazione in bottiglia” potrà essere utilizzata per i vini di denominazione originale e di indicazione geografia per i quali il ricorso a tale modalità di produzione è prevista nel disciplinare.

Nei prossimi giorni continueremo l’analisi del terzo titolo del disegno di legge sul testo unico del vino con un focus speciale sul vino biologico.

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