Testo unico del vino, DOP IGP e la normativa sui disciplinari

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Oggi ci concentriamo sul titolo quarto della proposta di legge riguardante la disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino, uno dei provvedimenti in discussione alla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.

Il Titolo IV punta a normare il settore delle DOP e delle IGP armonizzando quanto contenuto nel decreto legislativo 61/2010 e introducendo alcune novità. Secondo l’articolo 27, di quello che abbiamo definito il testo unico del vino, il conferimento delle denominazioni o indicazioni avverrà contestualmente all’accoglimento della rispettiva domanda di protezione da parte della Commissione europea e nel rispetto della procedura nazionale preliminare, stabilita con decreto ministeriale. Inoltre l’etichettatura dei vini DOP e IGP potrà avvenire a decorrere dalla data di presentazione della domanda di protezione, o di conversione a condizione che il soggetto richiedente sia stato preventivamente autorizzato dal Mipaaf in accordo con la regione.

L’articolo 28 della pdl 2236 definisce i requisiti di base per il riconoscimento delle DOP e IGP. Il riconoscimento della DOCG sarà riservato ai vini già DOC e a zone espressamente delimitate o a tipologie DOC da almeno dieci anni ritenuti di particolare pregio rivendicati nell’ultimo biennio da almeno il 51% da soggetti che conducono vigneti iscritti allo schedario viticolo. Il passaggio di denominazione determina inoltre che anche le zone caratteristiche e le tipologie siano riconosciute come DOCG.

L’attribuzione della DOC viene data ai vini di provenienza da zone IGT da almeno cinque anni rivendicati dal 35% dei viticoltori che rappresentano almeno il 35% della produzione. Il riconoscimento per i vini non provenienti da predette zone sarà ammesso esclusivamente previo parere favorevole del Comitato nazionale vini DOP e IGP, organo del Mipaaf e normato dall’articolo 36 della proposta di legge che stiano esaminando.

Inoltre zone espressamente delimitate e sottozone delle DOC possono essere riconosciute come denominazioni autonome allorquando sia commercialmente rinomate e siano state rivendicate negli ultimi due anni dal 51% dei conduttori dei vigneti che rappresentino il 51% della superficie totale dichiarata nello schedario.

Per quel che riguarda l’IGT il riconoscimento è riservato a vini provenienti da rispettive zone viticole a condizione che a farne richiesta siano il 20% dei viticoltori e del 20% della superficie totale dei vigneti.

I passaggi da DOCG e DOC prevedranno una disciplina viticola ed enologica più restrittiva rispetto le precedenti.

Nell’immagine sottostante trovate infine la regolamentazione dei disciplinari di produzione che abbiamo voluto semplificare mediante una tabella.

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