Testo unico del vino, focus “vitigno autoctono italiano”

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L’articolo 8 del disegno di legge 2236 riguardante la disciplina organica della coltivazione della vita e della produzione e del commercio del vino ed in discussione alla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati punta a normare la definizione di vitigno autoctono italiano.

Nel primo comma viene definito “autoctono italiano” il vitigno la cui presenza è rilevata in aree geografiche delimitate dal territorio nazionale. Saranno le regione e le provincie autonome ad accertare la coltivazione di vitigni autoctoni nel territorio di competenza verificando la permanenza della coltivazione per un periodo di almeno cinquantanni, la sua diffusione nel territorio, il nome, la descrizione ampleografica e le caratteristiche agronomiche. Successivamente la documentazione sarà trasmessa al Mipaaf che esaminato il fascicolo provvederà all’iscrizione del vitigno nel Registro nazionale delle varietà delle viti con l’indicazione di “vitigno autoctono italiano” secondo l’articolo 11 del d.p.R. 1164/1969.

L’iscrizione avverrà mediante indicazione del nome storico tradizionale, di eventuali sinonimi, e delle principali caratteristiche di colore dell’acino e della zona di coltivazione di riferimento. L’uso del vitigno o di un sinonimo potrà inoltre essere soggetto a limitazioni nella designazione di specifici vino DOC, DOCG, IGT.

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