L’etichettatura nel testo unico del vino

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Dopo aver esaminato l’articolo 37, riguardante i consorzi di tutela, del testo unico del vino, in discussione alla Camera dei Deputati e quindi soggetto a possibili modifiche, esaminiamo oggi la questione dell’etichettatura dei prodotti, normata nell’articolo 52 e 53 della proposta di legge.

Per la designazione, presentazione e protezione delle DOP e delle IGP saranno applicabili direttamente le normative UE e le relative disposizioni di attuazioni nazionali. Una volta iscritte, e precisamente dalla da di iscrizione nel registro dell’Unione europea le denominazioni e le indicazioni potranno solo essere usate in conformità a quanto previsto nei disciplinari di produzione.

Non si considereranno inoltre impiego di DOP e IGP l’uso di nomi geografici inclusi in veritieri nomi propri, ragioni sociali o indirizzi di ditte, cantoni o fattorie. Nel caso in cui queste contengano in tutto o in parte termini geografici riservati alle denominazioni o alle indicazioni dovranno essere utilizzate in etichetta caratteri non superiori ai 3 millimetri di altezza per due millimetri di larghezza con riferimento al carattere “x” e comunque non superiore alla denominazione del prodotto o l’indicazione della ditta o della ragione sociale.

Una volta apposto su imballaggi, etichetti e recipienti il termine DOC, DOCG, IGT questo costituirà dichiarazione di conformità del vino. Sarà infine consentito l’utilizzo del riferimento della DOP o dell’IGP nell’etichetta, nella presentazione o nella pubblicità di un prodotto composto, elaborato o trasformato a partire dal vino con denominazione o indicazione, previa autorizzazione del consorzio di tutela o in mancanza del riconoscimento del consorzio, previa autorizzazione ministeriale. Tale autorizzazione non sarà richiesta se la denominazione o indicazione sarà riportata fra gli ingredienti del prodotto confezionato. Nei prossimi giorni continueremo l’analisi del testo unico del vino concentrandoci sulla parte riguardante i controlli e le sanzioni.

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