Vendemmia 2015, sarà un’annata da ricordare per il vino italiano?

viticoltore

viticoltoreQuella del 2015 potrebbe essere un’annata da ricordare, secondo la Coldiretti, ci sono, infatti, tutte le condizioni affinché la produzione di quest’anno risulti “ottima”.

Ad un mese dall’inizio della vendemmia le prime previsioni da parte di Assoenologi, anticipate oggi sulle pagine del Sole 24 Ore parlano, infatti, di un più 10% rispetto al 2014, con oltre 46 milioni di ettolitri prodotti. Mentre si attende il mese di Settembre, durante il quale si concentreranno le operazioni di raccolta e i primi giorni di Novembre per le vendemmie tardive, già iniziano a circolare le prime stime sulla produttività regionale, che vedrà il Veneto confermare il suo primato, anche grazie alla spinta del Prosecco, la Puglia e la Sicilia registrare rispettivamente un +25% e un +10%, e la Campania, il Lazio, l’Umbria, il Tentino Alto Adige e il Piemonte rafforzare la doppia cifra.

E’ tempo di vendemmia quindi. Quei giorni in cui il territorio e l’uomo raccolgono i frutti di mesi di lavoro.

Un lavoro che anno dopo anno in Italia sta producendo ottimi risultati, coinvolgendo con il passare degli anni l’intero paese in una logica fondamentale di cultura del vino di qualità, mediante una valorizzazione dei territori e della loro vocazione.

In queste ore leggiamo voci di ottimismo su quello che sarà il 2015, che ci fanno ben sperare. Quel che è certo è che sarà un anno importante. Un anno in cui si gioca il presente e il futuro dell’impresa vino e del #bereitaliano.

In un mercato in continua evoluzione oggi la produzione nostrana ha due sfide davanti a sé. Recuperare i consumatori italiani, in constante calo, anche a causa di una crisi economica che negli anni scorsi ha minato il potere d’acquisto delle famiglie, e andare alla conquista del mercato estero, che da sempre pone attenzione al vino italiano.

Due sfide che il nostro paese può vincere perché oggi abbiamo dalla nostra una maggiore consapevolezza da parte dei produttori, maggiore sensibilità da parte delle istituzioni, che hanno compreso dopo anni che la produzione enogastronomica italiana rappresenta un realtà strategica per la ripresa e la crescita, e perché abbiamo professionisti del settore, blogger e strumenti utili, come il digital marketing per diffondere il valore dell’Italia del vino. Tutti al lavoro quindi per far sì che il 2015 sia un’annata da ricordare.

E’ tempo di vendemmia quindi. Quei giorni in cui il territorio e l’uomo raccolgono i frutti di mesi di lavoro.

Un lavoro che anno dopo anno in Italia sta producendo ottimi risultati, coinvolgendo con il passare degli anni l’intero paese in una logica fondamentale di cultura del vino di qualità, mediante una valorizzazione dei territori e della loro vocazione.

In queste ore leggiamo voci di ottimismo su quello che sarà il 2015, che ci fanno ben sperare. Quel che è certo è che sarà un anno importante. Un anno in cui si gioca il presente e il futuro dell’impresa vino e del #bereitaliano.

In un mercato in continua evoluzione oggi la produzione nostrana ha due sfide davanti a sé. Recuperare i consumatori italiani, in constante calo, anche a causa di una crisi economica che negli anni scorsi ha minato il potere d’acquisto delle famiglie italiane, e andare alla conquista del mercato estero, che da sempre pone attenzione al vino italiano.

Due sfide che il nostro paese può vincere perché oggi abbiamo dalla nostra una maggiore consapevolezza da parte dei produttori, maggiore sensibilità da parte delle istituzioni che hanno compreso dopo anni che la produzione enogastronomica italiana rappresenta un realtà strategica per la ripresa e la crescita, e perché abbiamo professionisti del settore, blogger e strumenti utili, come il digital marketing per diffondere il valore dell’Italia del vino. Tutti al lavoro quindi per far sì che il 2015 sia un’annata da ricordare.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *