Del perché l’Italia del vino ha ancora strada da fare, e può farla

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barrels-1013855_1920Da sempre su questo blog puntiamo, per convinzione,  sulla valorizzazione del vino italiano, troppe volte, infatti, si evidenziano casi di sudditanza nei confronti della produzione straniera, viziati forse da uno sguardo troppo rivolto al passato che, anche per un po’ di snobbismo, non riconosce il presente e non coglie le potenzialità del futuro.

L’Italia del vino, anche grazie, ma non solo alla rinascita post “scandalo del Metanolo”, è un settore in continua e costante crescita quantitativa, ma soprattutto qualitativa. I continui riconoscimenti internazionali lo dimostrano. Ci sono espressioni territoriali che stanno conquistando appassionati e consumatori con prodotti di eccellenza, basti pensare al Franciacorta, all’Etna Rosso, al Timorasso. Puntare a valorizzare il vino italiano, non deve voler dire però “fare lo struzzo”.

L’Italia del vino ha ancora tanta strada da fare, soprattutto sull’export, a partire dal fenomeno della contraffazione dei prodotti Made in Italy che secondo la Coldiretti per l’intero comparto enogastronomico vede un fatturato di circa 60 miliardi di euro ai danni del nostro paese, tema su cui, bisogna riconoscerlo, per la prima volta il Governo italiano sta intervenendo in modo efficace e pervasivo.

C’è un dato che però fa riflettere, e lo ha reso noto oggi il Nomisma presentando un report sulle esportazioni. Paragonando i numeri dell’export francese e di quello italiano si scopre, infatti, che nel 2015 la Francia ha consolidato il primato nella classifica dei vini più commercializzati al mondo con 14,1 milioni di ettolitri, per un controvalore di 8,3 miliardi di euro, quasi il 7% in più rispetto all’anno precedente. Numeri da capogiro. E L’Italia? Nel 2015 l’Italia ha commercializzato fuori dal bel paese 20 milioni di ettolitri, conquistando il primato e ottenendo un +41% rispetto ai cugini francesi, ma quando si va a calcolare il valore dell’export del vino italiano questo segna un -54% rispetto i produttori d’oltralpe.

Come mai questo dato? Presto detto, il prezzo medio di export francese è pari a 5,84 euro/litro quello nostrano è di 2, 67 euro/litro, un dato che diventa sempre più evidente sulla voce bollicine, o sparkling per gli amanti del genere, dove lo Champagne batte lo spumante italiano 16,87 euro/litro a 3,52 euro/litro. I vini fermi imbottigliati francesi, invece, evidenziano sì un valore più elevato rispetto alle nostre DOP ma il divario è in continuo calo, infatti, secondo il responsabile Wine Monitor di Nomisma “occorre sottolineare che fino a dieci anni fa questo distacco era molto più alto, nel 2006, la differenza era pari al 96%, praticamente l’export francese valeva il doppio di quello italiano, quando già allora esportavamo il 23% di quantità in più. Poi negli anni lo scarto si e’ ridotto, tanto che nel caso dei vini fermi questo divario e’ passato dal 42% al 25%, evidenziando sia un aumento dei volumi ma soprattutto una riqualificazione dei prodotti esportati”

Che fare? (cit.) Riteniamo che la strada intrapresa in questi ultimi anni sia quella giusta: lotta alla contraffazione, identificazione e riconoscibilità chiara dell’italian sounding, favorire la partecipazione delle aziende italiane ad iniziative settoriali di valenza mondiale, moltiplicare gli sforzi di raggiungere i mercati più attenti e in crescita mediante export manager formati e che sappiamo raccontare il vino e lo strumento dell’e-commerce. Cosa possiamo fare di più? Diventare sistema, la produzione vinicola italiana potrà contare di più quando deciderà di portare nel mondo il marchio dell’Italia del vino, consapevole dei propri risultati, ma soprattutto delle proprie potenzialità, imparando a comunicare se stessa sia come unità che come specificità territoriale. Ostinandosi a raccontare in tutti i “dialetti” del mondo i nostri territori, le nostre storie, la nostra produzione, non lasciando strade imbattute, dal World Wide Web ai social, educando il mondo al vino italiano e alla sua riconoscibilità. Iniziando ad esempio a far brindare i prossimi campioni d’Italia della serie A con bollicine italiane….

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