Etna, una realtà da scoprire

etna vigneto

Si è tenuta ieri presso Eataly la tappa romana di presentazione della “Guida ai vini dell’Etna” a cura della rivista gastronomica online Cronache di Gusto. Un’occasione per cogliere le potenzialità di un territorio che registra negli ultimi anni una crescete attenzione sia nel mercato interno che estero.IMG_5872

Tre i momenti che hanno scandito la giornata al terzo piano dello store romano, alle 18 la presentazione della guida da parte di Fabrizio Carrera e Federico Latteri, a seguire una degustazione dei vini del territorio e alle 21 la cena a cura Corporate Executive Chef di Eataly Mondo Enrico Panero, il cui menù capace di rischi e visioni ha saputo effettuare un passo a due
in perfetta armonia con i tre vini bianchi e i due rossi proposti per la serata.

Presenti alla degustazione venti cantine delle oltre cinquanta recensite nella guida, anche se le aziende dell’etneo continuano a crescere si parla, infatti, ormai di 120 realtà, e la bella sensazione di avere di fronte una comunità di persone che sa essere squadra, consapevole che si vince insieme.

A farla da padrone della serata i vitigni autoctoni della zona dell’Etna. Il Nerello Mascalese e il Nerello Capuccino per i rossi e il Cataratto e il Carricante per i bianchi, in versione ferma o spumate e con qualche esempio interessante di Pinot Nero sul solco delle prime sperimentazioni effettuate dall’enologo Giacomo Tachis negli anni novanta.IMG_5871

La prima guida dei vini dell’Etna è quindi la volontà di valorizzare un territorio, di farlo conoscere in Italia e nel mondo, è stata infatti tradotta anche in inglese, ha ricordato il direttore di Cronache di Gusto Fabrizio Carrera che ha aggiunto “non ci sono punteggi, ma oltre alla analisi delle aree di produzione e delle aziende abbiamo inserito un elenco di undici vini imperdibili che secondo noi meglio riassumono le caratteristiche della zona siciliana”

IMG_5873Un territorio unico per la sua complessità dove si possono individuare alcune grandi aree: la fascia settentrionale del Vulcano, il versante Est con il comune di Milo, unico a possedere la denominazione Etna bianco superiore, la zona meridionale a Sud-Est che regale ottimi bianchi e rossi e a Sud-Ovest che si caratterizza per una produzione a bacca bianca eccezionale.

Una pedologia, quella della zona dell’Etna, differente da un’area all’altra anche a seconda delle varie colate laviche che si sono succedute nel corso dei millenni, con altitudini eterogenee e vigneti oltre i 900 metri e con vecchie viti prefilossera che superano i cento anni.  Un patrimonio vitivinicolo che segue le tracce di zone produttive di eccellenza come le langhe o la Borgogna e che come per il Barolo e il Barbaresco prevede delle vere e proprie menzioni geografiche denominate contrade che ben narrano nel bicchiere le caratteristiche uniche di ogni zona.

Insomma, in sintesi, una bella realtà da scoprire non solo leggendo la guida o degustando i vini ma anche visitando un territorio che offre scenari da togliere il fiato.

 

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